Nata a Yampil nella regione di Vinnytsia, in Ucraina nel 1986 in una famiglia di insegnanti scolastici, costretti a fuggire dalla regione di Kyiv a causa dell’esplosione della Centrale nucleare di Chornobyl. Dal 1995 comincia a frequentare l’Italia con il progetto “Bambini di Chornobyl”. Nel 2008 si laurea in italianistica, discutendo una tesi sul discorso della memoria nei romanzi di Umberto Eco.
Dopo l’università si afferma nel settore culturale ucraino, lavorando tra cinema, televisione, festival cinematografici e letterari, continuando a scrivere e intervistare figure di rilievo del settore.
Dal 2015 vive a Milano. Dal 2018 è titolare del corso di Lingua e Letteratura ucraina all’Università degli Studi di Milano.
Collabora con Il Foglio, European Pravda, Chytomo.
Cura le traduzioni in italiano di testi classici e contemporanei ucraini.
Insieme a un gruppo di amici ha curato il diario interrotto di Victoria Amelina, pubblicato in contemporanea in sei paesi e ad oggi tradotto in diciotto lingue, tra cui l’italiano, edito da Guanda. È membro della commissione internazionale della borsa di studio intitolata a Victoria Amelina presso Index – Institute for Documentation and Exchange.
Il suo romanzo d’esordio, L’Album Blu, è uscito per Bompiani nel 2026. Nello stesso anno è stata insignita del Premio Internazionale "Viareggio-Versilia", con la seguente motivazione della giuria: "Per il significativo contributo alla diffusione e alla valorizzazione della cultura ucraina in Italia e in Europa, nonché per una produzione letteraria capace di intrecciare memoria, identità e testimonianza civile."
È membro dell’AISU e del direttivo di PEN Ukraine, la sezione ucraina dell’associazione internazionale degli scrittori fondata nel 1921 da Catherine Amy Dawson Scott e John Galsworthy.
